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Il I dopoguerra
Testo a cura di Omar Vallabini
Anni duri furono quelli che hanno accompagnato la popolazione di Lecce fino alla Seconda Guerra Mondiale, poiche’ l’ingerenza fascista nelle attivita’ quotidiane contribuiva ad aggravare le modeste condizioni economiche dei poveri braccianti, costretti anche a riverire i “signorotti” locali per avere qualche giornata lavorativa presso uno dei poderi di proprieta’ dei suddetti. Prese piede l’usanza, da parte dei piu’ poveri, di mandare “a servizio” presso le ricche famiglie borghesi del paese tutte le figlie in eta’ adolescenziale e molte di esse lasciarono anche Lecce per accompagnare i signori nei loro viaggi o nelle loro nuove residenze. 
 
Naturalmente, le notizie che riguardano l’abitato di Lecce nei Marsi nei periodi piu’ recenti, vale a dire dal 1915 in poi, sono molto piu’ attendibili e verificabili con maggior certezza, vista anche la dovizia di documenti ( parte depositati presso la Parrocchia, parte invece conservati nell’archivio del municipio).
 
Si consolido’ dunque, a 900 metri s.l.m., l’insediamento che, composto da diverse frazioni, non ha un nome unico, ma raccoglie denominazioni pittoresche: SIERRI, CA’MARINO, CA’BUCCELLA, CA’ CARLONE, CA’ SCAPPONE e MACCHIA. 

Il nome SIERRI non ha una precisa etimologia, ma puo’ derivare da SERRE, che in dialetto significa “VETTA, SOMMITA’”. A tutti gli effetti, esso era il centro piu’ popolato e piu’ importante del luogo (potremmo definirlo come LA CAPITALE!). Si presume che la popolazione di Sierri si aggirasse intorno alle 500 unita’! 
 
MACCHIA invece si trovava molto piu’ a ovest di Sierri e distava da esso circa 2 Km. Le rovine di Macchia sono visibili nel tratto di antico sentiero che porta verso ovest, nel luogo denominato “fiume di Ortucchio”. 
 
CA’MARINO e’ il nucleo abitato che fa da fulcro per tutti gli altri, poiche’ le sue rovine sono poste esattamente in un quadrivio che consente di procedere in tutte le direzioni.Il suo nome, come quelli di CA’ SCAPPONE, CA’ CARLONE e CA’ BUCCELLA, deriva dai nomi di famiglie numerose o eminenti che identificano il luogo dove ci si trova. Infatti, in dialetto, “CA’ “ significa “a casa di”. Erronee, come suddetto, sono le indicazioni che campeggiano sui segnali turistici di Lecce nei Marsi, laddove, nella speranza di restituire una parvenza di italiano alla corretta toponomastica del luogo, si parla di “CA BUCILLI, SERRE “ e, peggio ancora, “CAMERINO!” 
 
La zona, abitata per poco tempo, offre poche spunti di discussione storica, ma un fatto e’ saliente a tal proposito. 

Infatti, durante la II Guerra Mondiale, per paura dei bombardamenti, la gente che ormai abitava nell’odierno centro abitato di Lecce nei Marsi, posto molto piu’ a valle, torno’ alle vecchie case in montagna e alcune famiglie vi dimorarono anche un paio di anni (1942- 1944)! 
 
Comunque, attorno al 1920, ormai il paese era posto nella posizione che oggi conosciamo.  

Il fascismo impresse una sterzata notevole alle abitudini dei cittadini, cosicche’ piovvero dall’alto alcuni PODESTA’ di nomina governativa che poco avevano a che fare con gli usi e le consuetudini del tempo. 
 
Quello che tra essi duro’ piu’ tempo in carica fu CALLINI POMPEO, che sembra abbia retto le sorti di Lecce per circa 15 anni. 

  
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